Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
poi non so, ho tolto il dito
Tant' è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
chi vò scorte?
eh?
le voi te le scorte?
c'avemo le scorte pastò, le scorte de ricori!
Io non so ben ridir com' i' v'intrai,
tant' era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
tant' era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
se li semo inculati mentre se stavano a fa un sonno in campo insomma
Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m'avea di paura il cor compunto,
là dove terminava quella valle
che m'avea di paura il cor compunto,
analisi:
sono scesi a valle e c'hanno trovato la Roma
e li so cominciati i cazzi
guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.
analisi:
pianeta ma callo quindi è cometa e il senso è questo:
je stavo alle spalle e zac giù de stella cometa
Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m'era durata
la notte ch'i' passai con tanta pieta.
che nel lago del cor m'era durata
la notte ch'i' passai con tanta pieta.
Analisi:
il cuore è l'interno, l'intimo quindi:
v'allagamo intimamente e passa la paura
E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l'acqua perigliosa e guata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l'acqua perigliosa e guata,
Analisi
te giri e te volti sempre a cacatte sotto stai
così l'animo mio, ch'ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva.
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva.
qua parla dei tornelli della nord
Poi ch'èi posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso.
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso.
e chiese "so 5 dita o un casso?"
Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;
una lonza leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;
non era lonza ma salame che t'ha aperta
e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.
anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.
e de fava fori non ne rimase molto
Temp' era dal principio del mattino,
e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino
e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino
faceva cavallina pelle a pelle
mosse di prima quelle cose belle;
sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle
sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle
rimase fori appena mezzo cojone
l'ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.
ma le sveje che piate so le stesse
Questi parea che contra me venisse
con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.
con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.
finisti co le terga verderame
ecco che arriviamo...
Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,
a vince i derby era quella avvezza
questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza.
con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza.
scansate lazià lassame pista
E qual è quei che volontieri acquista,
e giugne 'l tempo che perder lo face,
che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista;
Analisi
questa parla del mercato estivo
tal mi fece la bestia sanza pace,
che, venendomi 'ncontro, a poco a poco
mi ripigneva là dove 'l sol tace.
che, venendomi 'ncontro, a poco a poco
mi ripigneva là dove 'l sol tace.
me lo sentii brucià rosso de foco
Mentre ch'i' rovinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.
sentivi dietro un po sempre più aperto
Quando vidi costui nel gran diserto,
«Miserere di me», gridai a lui,
«qual che tu sii, od ombra od omo certo!»
«Miserere di me», gridai a lui,
«qual che tu sii, od ombra od omo certo!»
e me lo rimise negli anfratti bui
(questa parla di lazio che tifa inter, è chiaro)
Rispuosemi: «Non omo, omo già fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patrïa ambedui.
Rispuosemi: «Non omo, omo già fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patrïa ambedui.
tifate altro, i soliti codardi
Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto
nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.
e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto
nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.
e te lo mettemo sempre sotto al busto
Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d'Anchise che venne di Troia,
poi che 'l superbo Ilïón fu combusto.
figliuol d'Anchise che venne di Troia,
poi che 'l superbo Ilïón fu combusto.
che sto su e giù c'è quasi andato a noia.
Ma tu perché ritorni a tanta noia?
perché non sali il dilettoso monte
ch'è principio e cagion di tutta gioia?».
perché non sali il dilettoso monte
ch'è principio e cagion di tutta gioia?».
o attaccate a sta cima disse er conte.



































