LA BURINA COMMEDIA (Tante Aricchieri)

 




Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!


poi non so, ho tolto il dito




Tant' è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.

chi vò scorte?
eh?
le voi te le scorte?
c'avemo le scorte pastò, le scorte de ricori!


Io non so ben ridir com' i' v'intrai,
tant' era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.

se li semo inculati mentre se stavano a fa un sonno in campo insomma



Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m'avea di paura il cor compunto,

analisi:
sono scesi a valle e c'hanno trovato la Roma
e li so cominciati i cazzi


guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.

analisi:
pianeta ma callo quindi è cometa e il senso è questo:
je stavo alle spalle e zac giù de stella cometa



Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m'era durata
la notte ch'i' passai con tanta pieta.
Analisi:
il cuore è l'interno, l'intimo quindi:
v'allagamo intimamente e passa la paura



E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l'acqua perigliosa e guata,

Analisi
te giri e te volti sempre a cacatte sotto stai


così l'animo mio, ch'ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva
.

qua parla dei tornelli della nord


Poi ch'èi posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso.

e chiese "so 5 dita o un casso?"



Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;
non era lonza ma salame che t'ha aperta



e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.

e de fava fori non ne rimase molto


Temp' era dal principio del mattino,
e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino

faceva cavallina pelle a pelle



mosse di prima quelle cose belle;
sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle

rimase fori appena mezzo cojone


l'ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.

ma le sveje che piate so le stesse


Questi parea che contra me venisse
con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.

finisti co le terga verderame



ecco che arriviamo...


Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,

a vince i derby era quella avvezza


questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza.

scansate lazià lassame pista



E qual è quei che volontieri acquista,
e giugne 'l tempo che perder lo face,
che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista;

Analisi
questa parla del mercato estivo



tal mi fece la bestia sanza pace,
che, venendomi 'ncontro, a poco a poco
mi ripigneva là dove 'l sol tace.

me lo sentii brucià rosso de foco



Mentre ch'i' rovinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fio
co.

sentivi dietro un po sempre più aperto


Quando vidi costui nel gran diserto,
«Miserere di me», gridai a lui,
«qual che tu sii, od ombra od omo certo!»

e me lo rimise negli anfratti bui



(questa parla di lazio che tifa inter, è chiaro)
Rispuosemi: «Non omo, omo già fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patrïa ambedui.

tifate altro, i soliti codardi


Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto
nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.

e te lo mettemo sempre sotto al busto


Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d'Anchise che venne di Troia,
poi che 'l superbo Ilïón fu combusto.

che sto su e giù c'è quasi andato a noia.


Ma tu perché ritorni a tanta noia?
perché non sali il dilettoso monte
ch'è principio e cagion di tutta gioia?».

o attaccate a sta cima disse er conte.




Ve sona lui....


dopo la pecora un po di agnello


ER PRO FETTA



E il laziale pregò il Signore: "Signore, aggiungi un comandamento anche per me"
e il Signore apparve e tuonò : "Mosè"
e ancora invocò : "Moseeeè!"
e fece tremare le mura del paradiso : "MOSEEEEE'"
il laziale ringrazio' contento: "grazie Signore grazie!!!"
e il signore tuonò di nuovo : "mo se nte ne vai affanculo vedi te"


Gesù alzò la mano, fece un cenno a Hernanes e disse: "collega..."
Hernanes alzò una mano, fece un cenno a Gesù e disse "collega"
Gesù abbassò la mano e disse "collegate questo"



E allora Pietro, mollate le sue reti per diventare pescatore d'uomini, si volse verso Gesù e gli disse: Biava ar chilo quanto lo facciamo Signó?



Ma il miracolo più straordinario fu quando trasformó l'acqua in ricori paa Roma.



Ma i laziali erano gente tosta.
Ao, bongo ar terzo giorno non ci credeva ancora.
Per questo liechnsterzneur come cazzo si chiama volle toccare con mano.


Ma Gesù era un uomo buono.
Perdonó i laziali.
In fondo avevano molte cose in comune.
Certe madonne che levate...


Che poi Gesù fin da piccolo mostrava i suoi poteri.
Come quando disse ai sacerdoti l'immortale sentenza: i ricori so tre forza Roma olè!

E venne il diluvio universale e il Signore disse
allora Noè, la lista è questa
Un cane, una cagna
un gatto una gatta
Un cavallo, una cavalla
Uno struzzo, Biava...


I laziali guardarono Floccari e dissero.
"la prossima volta fatte li cazzi tua"
e si incamminarono croce in spalla.

La furia del Signore a volte era davvero incontenibile.
Interi paesi spazzati via da Radu, così... in un batter d'occhio


E il Signore disse
tu donna partorirai con dolore
tu uomo lavorerai col sudore
e tu laziale perderai su rigore


Adamo guardò la mela sull'albero
poi guardò il serpente
poi guardò Eva
e poi chiese: s'è visto Floccari?


Zarate era furioso con Giuda.
"T'ho visto sai che ti baciavi con un altro!"


Stanchi di perdere sempre, i laziali sul Calvario raddoppiarono la marcatura a uomo su Gesù...

Il Signore vide la maglia della lazio e disse
"mesà che qua la devo cambià sta carta da parati"


Allora Mosè per impressionare gli egiziani aprì il mar Rosso.
E disse loro: "ecco più o meno ar derby je famo sempre un culo così".

Anche il Signore a volte commetteva degli errori.
Come quando per modellare Zarate scambió l'argilla con la merda.


Il Signore guardò la classifica di Ottobe
poi guardò quella di Gennaio e disse a Gesù :
"signor clessidra viè npò qua"


Il signore vide Biava e pensò
"mesà che devo inventà pure i tartufi"

Gesù si svegliava sempre di buon ora.
Metteva la sveglia alle sette.
E alle sette e cinque la passava a Reja.
Fisso.


Il Signore guardò la Monte Mario
vide Lotito, vide Tare, vide il capellone
e disse a Gesù :
"Mo basta, te lo tolgo l'account al pc mio!"

A quel tempo in Giudea regnava Erode.
A Formello invece Jerode.

Il Signore pensò alla fedeltà dei laziali che lo invocavano, che lo andavano a pregare in chiesa, che lo cercavano sempre
e disse a se stesso : "<<c'avevo le cuffie>> me pare un'ottima scusa dai"

"Moltiplicami i pesci! Moltiplicami i pesci!"
"Zarate hai rotto er cazzo!".

Si narra che Noè ebbe la pessima idea di usare Radu come mozzo
"lo spazzo io il ponte, lo spazzo io" aveva detto
infatti l'arca s'incagliò su una montagna
...demmerda
...la loro.


E il Signore disse ai Dei Greci
"Pensatece bene, non lo votate a Zeus che ve colora de lazio"

Che poi Dio in fondo aveva dato anche ai laziali la possibilità di avere un destino diverso.
Il famoso libero arbitrio.
"Chi volete libero? Gesù o Biava?".
Il resto è storia.


Gesù estrasse due denari e li diede a lotito, dicendo: «Abbi cura di loro e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno»
Dopo l'acquisto di floccari: "A Lotì ennamo, e cosi se n'accorgono che li stai a pijà per culo"


E il signore disse
"me sarà scappato...ma davero t'avevo fatto un fratello laziale Cai' ??"


Giuseppe guardò la Madonna intensamente negli occhi e disse:
"Se esce laziale lo famo scopando stavolta però eh!"

Venne allora una prostituta.
E si gettó ai piedi di Gesù.
E gli lavó i piedi con le lacrime.
E li asciugó con i suoi cappelli.
E disse: "Salvami! Salvami!"
Gesù ne fu commosso e rispose:
"Io a te, te salvo. Ma la squadra de quer fijo de na mignotta de tu fijo st'artranno nun la sarva manco Gesù Cristo, comprì?"
Parola del Signore.


- nun ce la faccio, la devo prenne.
- none!
- basta che allungo na mano...
- nun fa cazzate!
- nun resisto la devo prenne in mano!
- guarda che so cazzi nostra, cojone!
- la devo prenne la devo prenne magari nun se ne accorge!
.....
....
FIIIIIIIIIIII RICORE ED ESPULSIONE!
Adamo era proprio un cojone laziale...


E Gesù chiese:
"Padre perchè hai creato la lazio?"
e il Signore rispose
"Ho provato col tirannosauro, ma proprio me stonava tra Neanderthal e scimmia"


E Gesù disse
"Eddaje papà famme morì tra dumila anni che c'ho na punta alla palla"

E Mosè chiese al Signore
"Addirittura 10 coreografie stavolta in curva Sud, principà ?!!??!! " agitando le tavole

il lazzionetto

ricore paaroma...



ER PROFETA



e Gesù disse
"È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che pià l'ago e ricucì il culo ai laziali"


E Gesù disse
"Lazziaro, alzati, cammina...e poi vattenaffanculo"


E Gesù disse:
"Volevano vince ma! Se so' attaccati ar cazzo..."

E Gesù disse
"Beato il povero, perché suo è il Regno dei Cieli. Beato l'uomo che si è impegnato e ha trovato la vita...e beato te lazià che non capisci un cazzo."

E Gesù disse
"Regà parlamise chiaro. Bongo nun l'ho inventato io..."

E Gesù disse
"Un seminatore uscì, prese una manciata di semi e seminò. Alcuni caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il centoventi per uno...co l'artri cascati ar cesso me c'è uscita la curva nord"

E Gesù disse
"Quando l'aquila rajerà tre volte".

E Gesù disse
"In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte...ma uno ce lo annullano"

Gesù disse:
"La pecorella smarrita viene meglio al forno co due patate. Date retta a zio".
E a un sordo che prima non sentiva gli tornò lotito all'istante.

Gesù prese il pane e disse...
“Prendete e mangiatene tutti questo è il mio corpo"
prese il vino e disse...
“Prendete e bevetene tutti questo è il mio sangue”
poi si girò, vide un laziale e disse
"ammazza, già avete digerito!?!?"

Gesù disse:
"Beati gli ultimi che saranno i primi".
I primi allora je dissero: :lazionet: :lazionet: :lazionet: :lazionet: c'ereno tre rigori però :lazionet: :lazionet: :lazionet:


Gesù sulla croce sentì che la fine era vicina.
Allora rivolti gli occhi al cielo cominciò a strillà:
"Elì, Elì... Elììì!".
Un gruppo di laziali che stavano là sotto si avvicinarono curiosi e chiesero: "Elì cosa?".
Gesù allora disse:
"E li mortacci vostra a merde!!"

E Gesù disse:
"No Lotì non la vojo comprà la lazio, ho detto che i pargoli vengano a me,
non i pascoli, i pargoli,
aò che pazienza che ce vò"

E Gesù, vedendo che la Maddalena era Zarate, disse:
"Padre, perché m'hai fatto questo?".
e il Signore disse
"perchè vivrai cor dolore e partorirai sur trattore"

Fu allora che Gesù si ribellò e disse le immortali parole:
"Padre, mejo frocio che laziale!".

Gesù insegnò all'uomo e camminò coi piedi nudi sull'acqua, moltiplicò i pesci e i pani con le mani...
...il laziale che era disattentò imparò solo a fa camminà i treni co le cazzate.

E Gesù disse
"chi è senza peccato scagli la prima pietra..."
dal fondo una voce "la tiro io la pietra la tiro io..."
"Floccari finiscila!"

ed il Signore si fermò e disse:" c'è fuorigioco e non c'è rigore" e San Tommaso chiese la Moviola in campo...

E Gesù disse:
"laziale, perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi delle schegge di legno tra i tuoi denti?"

:rosica:







Gesù rivolgendosi ai fedeli disse
"ama il prossimo tuo come te stesso"
poi si voltò verso la curva nord e disse:
" anche a te laziale t'amo, t'amo, t'amo..."
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:milian:
"...T'AMO ROTTO ER CULOOOO"



E allora un prodigio apparse ai giocatori biancocelesti.
Una croce fiammeggiante balenava sulle loro testoline.
E una scritta de fuoco che diceva: IN HOC VIGNA VINCES.
E così si persero a Formello per sempre.
Gesù era un drago a fa smarrì le pecore.


Dopo il diluvio Il Signore parlò a Noe:
"Spiritosone, t'è sembrato un bello scherzo portà due aquile maschio?"


Mosè apri le acque del Mar Rosso
e rivolgendosi al Signore disse:
"Lo appoggio qua il giallo?"

 Luca indicò Gesù e disse
"guardate mesce il vino!!!!"
poi si voltò, vide un laziale disse
"quello invece m'esce dar culo"
e sghignazzò




belle storie di poraccismo